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Settembre 2021.

UN SACCO ET(N)ICO

E' in avvio in alcune città, tra cui Milano, il progetto “Un sacco et(n)ico”.
ANIPS ed altre Associazioni di Confcommercio sono state consultate per una possibile collaborazione.
Il tema è interessante perché si rivolge alle attività di ristorazione etniche e vuole proporre agli esercenti alternative ambientalmente ed economicamente più sostenibili per sostituire i prodotti in plastica tradizionale monouso con diminuzione della plastica tradizionale monouso ed il miglioramento della raccolta differenziata per almeno l’80% delle attività coinvolte.
 
 
Soggetti
Capofila: EStà (Economia e Sostenibilità)
Partner: AMSA, Aprica, Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali), Associazione ADL a Zavidovici, Cooperativa Impresa Sociale RUAH.
Finanziatori: Fondazione Cariplo (tramite il bando Plastic Challenge), Novamont.
Patrocinatori: Comune di Bergamo, Comune di Brescia, Comune di Milano.
 
Problema
I principali destinatari del progetto sono le attività di ristorazione, in quanto fanno largo uso di prodotti in plastica tradizionale monouso per la somministrazione di cibo, di cui molti saranno vietati dalla Direttiva Europea SUP (Single Use Plastics 2019/904). Inoltre, esse sono soggetti fondamentali anche per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla Direttiva Europea 2018/851. In particolare, il progetto si rivolge alle attività di ristorazione etniche, anche per testare l’efficacia della mediazione linguistico-culturale in un ambito economico importante e strettamente legato al tema della sostenibilità. Verranno selezionate 50 attività a Milano, 15 a Bergamo e 15 a Brescia.
 
Obiettivi
- Migliorare la comprensione da parte dei destinatari del progetto delle restrizioni inserite nella normativa SUP e, conseguentemente, migliorarne l’applicazione;
- Proporre agli esercenti alternative ambientalmente ed economicamente più sostenibili per sostituire i prodotti in plastica tradizionale monouso;
- Migliorare la qualità della raccolta differenziata delle attività di ristorazione e delle loro comunità di riferimento;
- Sperimentare la mediazione linguistico-culturale come metodo di nudging.
 
Azioni
- Analisi di contesto: mappatura delle attività cui presentare il progetto, analisi della Direttiva SUP, indagine delle criticità relative alla differenziazione dei rifiuti;
- Preparazione delle sperimentazioni: stesura dei questionari per le interviste, scrittura del materiale informativo e del sito di progetto con relative traduzioni, creazione della app per la raccolta dei dati, selezione e formazione dei mediatori, pre-ingaggio dei destinatari;
- Ingaggio e sperimentazione: incontro tra mediatori ed esercenti, formazione sulle tematiche di progetto e raccolta dei dati tramite il questionario, consegna dei campioni gratuiti di food bag compostabili fornite da Novamont, analisi merceologica dei rifiuti (in alcuni casi);
- Monitoraggio: secondo incontro tra mediatori ed esercenti per la raccolta dei feedback e la verifica del livello di miglioramento raggiunto, consegna dei diplomi di partecipazione
- Formalizzazione e condivisione dei risultati: stesura del report finale, presentazione durante incontri aperti nei tre comuni interessati.
 
Risultati attesi
- Comprensione di problematiche e opportunità relative all’utilizzo di prodotti di plastica tradizionale monouso per la somministrazione di cibo e alla loro sostituzione;
- Comprensione delle problematiche relative alla raccolta differenziata nell’ambito della ristorazione;
- Adozione da parte degli esercenti ingaggiati di pratiche più sostenibili, consolidando l’approccio della mediazione;
- Diminuzione della plastica tradizionale monouso e miglioramento della raccolta differenziata per almeno l’80% delle attività coinvolte.